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Come è cambiata la cittadinanza italiana con la nuova legge 2018

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Cittadinanza Italiana

Questo articolo è precedente a una modifica normativa ed è in attesa di aggiornamento. Per il caso concreto è opportuno rivolgersi allo Studio.

Traduzione automatica in attesa di revisione.

Come è cambiata la cittadinanza italiana con la nuova legge 2018
La riforma della legge nel 2018 della cittadinanza italiana introduce nuove norme e regole in materia di acquisizione e revoca della cittadinanza italiana.

Ius Soli e Ius Culturae

Il partito politico della Lega Nord ha sempre avuto una visione molto radicale sui diritti alla cittadinanza italiana. Fin dalla campagna elettorale Matteo Salvini si pronunciava sul tema dicendo che il diritto alla cittadinanza italiana si deve desiderare, maturare e meritare. La cittadinanza italiana non si regala. La mancanza di quorum politico ha fatto sì che si ponga un punto finale alla legge sulla cittadinanza italiana agli stranieri per ius soli. Anche il partito del Movimento Cinque Stelle non era favorevole alla legge sullo ius soli, cioè al diritto alla cittadinanza per essere nati nel paese, in quanto considerano che ottenendo la cittadinanza italiana il cittadino diventa anche cittadino europeo. Motivo per cui pensano che il tema debba essere trattato a livello europeo.

 Buon livello della lingua italiana per acquisire la nazionalità italiana.

L'acquisizione della nazionalità italiana per matrimonio -art.5 - e per concessione di legge è condizionata al possesso da parte della persona interessata di un'adeguata conoscenza della lingua  italiana che non deve essere inferiore a un livello B1. Sono esclusi coloro che hanno sottoscritto accordi di integrazione e coloro che hanno permessi di soggiorno per un periodo di lunga durata. In queste situazioni la legge prevede già una valutazione della lingua italiana.

Aumento della tassa per la pratica di cittadinanza italiana da 200 a 250 €

La tassa di cittadinanza che era stata introdotta nel 2009 per le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisizione della cittadinanza italiana è stata aumentata a 250€. Devono considerarsi escluse dal pagamento le pratiche di cittadinanza italiana iure sanguinis e tutte le pratiche di cittadinanza automatiche.

La nuova cittadinanza italiana concessa in 730 giorni

L'articolo 9-ter del 1992 estende da 24 mesi a 48 mesi il termine massimo per la conclusione della pratica di cittadinanza per matrimonio e naturalizzazione. Il tempo viene calcolato dal momento in cui la pratica sia stata presentata davanti alle autorità competenti. La nuova legge precisa che le nuove regole si applichino anche a tutte le pratiche di cittadinanza ancora in corso di concessione al momento dell'entrata in vigore della nuova legge. Il cambio di durata della domanda non si applica alle domande di cittadinanza per domanda su fatti avvenuti prima del 1948 ovvero per i cittadini con antecedenti italiani di seconda o terza generazione che richiedono la titolarità iure sanguinis.

Validità di 6 mesi per i certificati di stato civile

Qualsiasi documento necessario per la concessione della cittadinanza deve avere 6 mesi di validità al momento della presentazione della domanda. Cancellazione della disposizione di rigetto della domanda di cittadinanza per matrimonio dopo 2 anni dalla domanda. L'acquisizione della cittadinanza da parte degli stranieri che si sono sposati con cittadini italiani è disciplinata dagli articoli 5 e 8 della legge 91 del 1992. La riforma proposta da Salvini cancella il comma 2 dell'articolo 8 della legge 91 del 1992 che rigetta le istanze quando siano trascorsi più di 2 anni dal momento della presentazione della domanda di cittadinanza per matrimonio.

Revoca della cittadinanza in caso di condanna definitiva per terrorismo ed eversione

Il nuovo articolo 10-bis prevede un'ipotesi di cancellazione della cittadinanza in caso di condanna definitiva per delitti commessi con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine costituzionale per i quali la legge prevede la reclusione per un periodo non inferiore a 5 anni e fino a 10 anni. La revoca della cittadinanza italiana viene attuata con un decreto del Presidente della Repubblica entro 3 anni dalla condanna.

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